DISABILITA' INTELLETTIVA
Nel DSM-5 il termine “ritardo mentale” è stato ufficialmente sostituito da “disabilità intellettiva” (disturbo dello sviluppo intellettivo, termine utilizzato per la prima volta nell’ICD-II); si caratterizza per le seguenti condizioni:
– quoziente intellettivo inferiore alla media di coetanei, pari o inferiore a 70. Sulla base del livello del quoziente intellettivo rinvenuto mediante appositi strumenti psicometrici, il DSM-IV e ICD 10 hanno individuato le seguenti categorie di gravità: lieve (QI tra 70 e 50), media (QI tra 50 e 40), grave (QI tra 40 e 20) e gravissima (QI inferiore a 20)
– limitazione del funzionamento adattivo in una o più aree, con conseguente limitazione nella vita quotidiana (comunicazione, partecipazione sociale e le autonomie in molteplici contesti, come quelle in casa, nella scuola, nel lavoro e nella comunità)
– insorgenza durante il periodo dello sviluppo, ossia prima del compimento del diciottesimo anno
Le condizioni che impediscono la normale evoluzione intellettiva possono essere riconducibili a: fattori etiologici genetici (monogenetici, poligenetici, aberrazioni cromosomiche) o fattori acquisiti che possono essere gestazionali (malattie materne infettive, agenti chimici, traumi, ecc.), perinatali (prematurità, postmaturità, itteri, anossia, traumi cranici, ecc.) e post-natali (encefaliti, meningiti, vasculopatie cerebrali, ecc.).
Non sempre è possibile individuare una causa precisa.
Indipendentemente dalle cause, l’entità del deficit e delle problematiche psichiatriche e/o comportamentali connesse sono fortemente legate alle variabili psicosociali in cui la persona è inserita.
Un approccio capace di considerare i vari fattori interferenti, i bisogni della singola persona ed i suoi punti di forza può essere di sostanziale utilità nel ricercare le stimolazioni congrue alle singole necessità.
Infatti ciascun individuo possiede specifici punti di forza e di debolezza in aspetti che possono essere più o meno riconducibili a mere funzioni esecutive.
La riabilitazione cognitiva pone il suo punto di partenza dai bisogni emotivi della singola persona, dalle sue motivazioni e dalle modalità funzionali adottate dalla persona per soddisfare i suoi bisogni.
L’aspetto emotivo e sociale è di fondamentale importanza per poter favorire lo sviluppo delle capacità attentive, ricettive, espressive, delle abilità visuo-spaziali, dell’orientamento spazio/temporale e dell’apprendimento della scrittura/lettura o del potenziamento di prassie atte al favorire una maggiore autonomia personale (lavarsi, vestirsi, scegliere il vestiario adatto alle condizioni metereologiche…), domestica (tagliare cibo, cucinare, spazzare…) e comunitaria (uso del denaro, del telefono, dei mezzi pubblici…).
L’integrazione della persona nell’ambiente sociale ed un eventuale inserimento lavorativo richiedono lo sviluppo di piani individualizzati capaci di integrare l’aspetto psico-sociale con quello emotivo-motivazionale.
L’intervento cognitivo-comportamentale si è rivelato essere molto efficace nell’incremento delle abilità discusse ed offre notevoli vantaggi nell’intervento sui disturbi comportamentali spesso associati alla disabilità intellettiva (auto ed etero aggressività, stereotipie, impulsività) e sui disturbi mentali (ansia, depressione, mania, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi alimentari o disturbi del sonno…).
Ad esempio una persona con deficit cognitivo profondo può possedere un elevato bisogno di socialità che se non viene compreso può sfociare in comportamenti di auto o etero aggressività.
Vengono analizzati:
– i fattori che favoriscono l’emissione dei comportamenti tesi alla soddisfazione dei bisogni della persona
– le modalità comportamentali utilizzate, funzionali e disfunzionali (ossia socialmente non approvate o che arrecano danno alla persona o agli altri)
– le aree di sviluppo prossimale rispetto ai comportamenti funzionali, in modo da favorirne lo sviluppo attraverso un apposito programma di rinforzo e di prompt (ossia di aiuto dall’esterno)
– la funzione dei comportamenti disfunzionali in modo da facilitarne la sostituzione e/o l’estinzione
L’obiettivo dell’intervento è quello di favorire la stimolazione e lo sviluppo delle abilità cognitive in considerazione delle peculiarità della singola persona, costruendole un “abito su misura”, definito Progetto Riabilitativo Individualizzato in stretta connessione con tutte le figure educanti e sanitarie coinvolte.
Gli interventi possono variare a seconda del singolo caso, ma solitamente si fondano su specifici test costruiti appositamente per la Disabilità Intellettiva e su un processo di psicoeducazione rivolto alle figure coinvolte.
La psicoeducazione è l’attività mediante la quale i soggetti educanti acquisiscono una maggiore autoconsapevolezza sulla persona e sui meccanismi sottostanti ai singoli comportamenti.
We All Need Help to Realize What We Want Most.

Daniel Johnson
Topics I Discuss
01.
Motivation
02.
Vision
03.
Strategy
04.
Leadership
05.
Self Improvement
06.
Self Awareness
07.
Confidence
Mus a pulvinar lectus cum ultricies nibh mi ac blandit phasellus porttitor.
08.
Life Skills
Tematiche inerenti tecniche di comunicazione efficace, strategie assertive, tecniche di marketing, modalità di gestione del conflitto, problem solving e decision making, meccanismi sottostanti allo stress, tecniche di automonitoraggio e strategie di fronteggiamento, quadro normativo di riferimento del D.Lgs. 81/08 ed effetti della normativa vigente, concetto di “benessere”, la percezione del rischio fisico e di quello psicosociale.. Clicca qui se vuoi visualizzare il catalogo formativo
Formazione del personale e stesura della relazione da inserire all’interno del dvr con le opportune ipotesi attuative sulla base dei dati emersi
Sensibilizzazione verso un’accurata osservazione delle dinamiche intercorrenti al fine di enucleare le specifiche tecniche ed individuare strategie efficaci, mirate e personalizzate attraverso la somministrazione di strumenti standardizzati ed un’attenta osservazione sistematica attraverso un’analisi funzionale dettagliata delle problematiche connesse a tali disturbi. I corsi hanno, inoltre, l’intento di acuire la capacità di osservazione su specifici indicatori di disagio psicosociale, al fine di prevenire comportamenti problematici e sviluppare un maggiore benessere e coinvolgimento.
Rivolti sia a neo-genitori sia a momenti di transizione: avvio delle scuole materne o elementari, adolescenza, separazione, divorzio, lutto
L’obiettivo principale è riscoprire metodologie e risorse opportune, rivolti ad educatori, oss, osa, osss…
Tecniche di Respirazione, Training Autogeno, Rilassamento Muscolare Progressivo ecc..
Utili a migliorare le capacità relazionali e comunicative (assertività, comunicazione efficace, strategie di espressività emotività)
Orientato a comprendere i meccanismi sottostanti alle modalità interpretative ed a riscoprire le risposte comportamentali alternative
Finalizzato all’individuazione delle emozioni, bisogni sottostanti e gestione più consapevole, riappropriandosi dei segnali trasmessi dalle “emozioni negative”
Testimonial
What Clients Are Saying

Daniel Johnson

Julia Michele

Robert Green

Oliver Goodman
